Arcibaldo #22: la pace del Monte Carone

RITROVO e INDICAZIONI
Castiglione delle Stiviere (MN) parcheggio di Piazzale Repubblica (Piazzale Olimpo) ore 8.30
Toscolano Maderno (BS) parcheggio del Bar Posta via Statale 136 ore 9.15
Durata: 5 ore circa, pause e pranzo inclusi
Difficoltà: medio – bassa
Dislivello: 550 m circa
Orario previsto di rientro: 18.00

Al termine dell’uscita, vi invitiamo a un aperitivo al circolo Arcidallò per bere qualcosa tutti insieme e per commentare la giornata sulle montagne!

AVVERTENZE
In considerazione della tipologia del sentiero sono necessari:
1) scarponi o scarpe da trekking;
2) abbigliamento pesante nello zaino (pile o giaccavento) e impermeabile (softshell o k-way);
3) cuffia e guanti nello zaino;
4) un cambio di maglia per sostituire quella sudata indossata in salita;
5) pranzo al sacco e acqua;
6) in caso di sole intenso è consigliato l’utilizzo di protezione solare.
7) lampada frontale o a mano in caso di ritardi nel percorrere il sentiero.

ISCRIZIONE
Evento GRATUITO rivolto AI SOCI ARCI con regolare tessera ARCI 2018-2019. Si prega di passare dal circolo Arci Dallò per tesserarsi, si potrà comunque provvedere al tesseramento la mattina stessa della partenza.
Confermare la partecipazione inviando una mail all’indirizzo arcibaldosince2016@gmail.com entro le ore 12 di sabato 25 maggio.
L’uscita potrà essere modificata o annullata in caso di maltempo; ogni informazione a riguardo verrà comunicata sulla bacheca dell’evento su Facebook Arcidallò entro le ore 20 di sabato 25 maggio.

DESCRIZIONE
A causa del prolungato maltempo, abbiamo dovuto ri-organizzare le uscite di Arcibaldo. Quindi recuperiamo anche un’uscita già rinviata la scorsa edizione tornando sui sentieri della Grande Guerra.

Durante la Grande Guerra (1915-1918) il Monte Carone fu trasformato dai comandi italiani in un grande complesso militare: lo scopo era quello di sbarrare la strada ad eventuali sortite austriache nella zona del Lago di Garda. Sulla linea difensiva Cima Guil – Monte Carone – Bocca Fortini furono realizzate numerosissime costruzioni per alloggiare truppe, depositi alimentari e munizioni. Il grandioso panorama che si può osservare dalla cima del Monte Carone (lago di Ledro, lago di Garda, gruppo del Baldo, dell’Adamello, ecc.) fa intuire l’importanza strategica del sito; era inevitabile che su di esso trovassero spazio varie postazioni per l’artiglieria, sia “in barbetta” (all’aperto), sia ricavate in apposite strutture di contenimento, che potevano consistere in caverne scavate nella roccia, oppure in aree coperte con tronchi di legno e ulteriormente rafforzate e nascoste da sacchi di terra e dalla vegetazione. La vetta del Monte Carone (raggiungibile con una ardita scala scavata dagli Alpini nella roccia) era quindi altamente strategica per il controllo di questo settore alpino: nei posti più esposti si trovavano luoghi di osservazione, resti di baraccamenti e una base per artiglieria antiaerea ottimamente conservata.

ITINERARIO
Si percorre la Gardesana Occidentale fino a Limone, qui si seguono le indicazioni per Tremosine, Vesio e passo Nota (a 9 km da Vesio). Si parcheggia a 300 metri dal rifugio degli Alpini, in corrispondenza dell’ultimo tornante verso destra, dove è possibile vedere una fontana costruita dal genio militare italiano durante la Grande Guerra.
Superato il rifugio degli Alpini dopo cinquanta metri si svolta a destra seguendo il segnavia 421 in direzione Bocca dei Fortini (a sinistra il sentiero scende in val di Ledro). In 15 minuti su comoda mulattiera si raggiunge passo Bestana (1.274 m s.l.m.), poi si scende aggirando un piccolo stagno e si prosegue in piano restando sulla strada (ignorare alcuni sentieri laterali) fino alla Bocca dei Fortini (30 minuti): a questo bivio si mantiene ancora la destra (direzione Baita Segala); nel bosco si scorgono ruderi di edifici e caverne quasi inghiottite dalla vegetazione. In pochi minuti si incontra sulla destra un’area attrezzata per pic-nic; sulla sinistra si diparte invece il segnavia 105 (Agostino Tosi), il tratto più faticoso dell’escursione, ma decisamente il più bello e ricco di testimonianze. Inizialmente il sentiero sale dolcemente in mezzo al bosco, compiendo ampi tornanti: poi appare improvvisamente un canalone che si risale grazie ad una spettacolare scalinata (circa 250 gradini) costruita nella roccia durante la guerra dagli Alpini.
Usciti dal canalone si prosegue per dieci minuti tra ruderi di baraccamenti e postazioni: dalla vetta (1.621 m s.l.m.) la vista si apre sul gruppo del Baldo, il lago di Garda, il lago di Ledro, mentre sullo sfondo svettano il Carè Alto, la Presanella e il gruppo del Brenta. La croce di vetta è stata costruita dagli Alpini di Molina di Ledro utilizzando residuati bellici quali filo spinato e gli elmetti dei due eserciti contendenti. Proseguendo sulla cresta verso est per circa 5 minuti si giunge ad un rilievo dove si trovano i resti ottimamente conservati di una postazione d’artiglieria antiaerea.
Per il ritorno si torna alla croce di vetta, si scende per alcuni metri sul sentiero dell’andata e si imbocca quindi il segnavia 105 (direzione Baita Segala). In mezz’ora si giunge a passo Mois, si segue verso destra una mulattiera che porta in pochi minuti ala Baita Segala: poco prima della baita, sulla destra, si trova una graziosa chiesetta dedicata a San Giovanni Nepomuceno. Proseguendo si giunge all’area pic-nic in prossimità della quale si diparte il sentiero “Agostino Tosi”: in questo punto ci si ricongiunge col cammino dell’andata, si rimonta il passo Bestana prima di tornare al passo Nota. Una visita al vicino cimitero militare (5 minuti) è la maniere ideale per concludere questo itinerario, carico di storia e di emozioni.

Data

Mag 26 2019
Expired!

Ora

8:45 - 18:00
Categoria